Da Donatello a Michelangelo, il meglio del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

Appena inaugurato, il 29 Ottobre 2015, e già suscita stupore e meraviglia, anzi l’emozione di trovarsi di fronte ad uno spettacolo del genere ci emoziona tantissimo.

Il progetto ideato e voluto da Mons. Timoty Verdon, insieme allo staff, ripropone le sculture in un contesto tutto nuovo, un museo quasi vivente, scenografico con un allestimento innovativo e con percorsi differenti.

L’unione dei due musei con il Teatro degli Intrepidi danno vita a 5.500 metri quadri, con 25 sale espositive dislocate su 3 piani, sale enormi da 20-40 metri ed alte 6-18 metri, e capolavori che vanno dal ’300 al Rinascimento, con circa 750 statue dei maggiori artisti del periodo, una ricostruzione fedele per un imponente investimento di circa 45 milioni di euro.

Proprio in una di queste, la prima, si intravede subito che stiamo entrando in un’altra dimensione di museo, il nuovo museo dell’Opera del Duomo di Firenze, una sala immensa dalle dimensioni notevoli, 36 metri per 20.

Vi trovate davanti al Duomo stesso, viene riproposto in modo stupefacente, come doveva essere all’epoca, una colossale riproduzione fedele fatta in resina a grandezza naturale della facciata del Duomo di Firenze all’epoca del Medioevo, con tutte le nicchie e le statue originali.

Frontalmente le porte del Battistero restaurate per ricreare la piazza come era all’epoca attorno al 1400, ricreano la facciata medievale del Duomo non terminata, con le sue innumerevoli statue commissionate dal potere spirituale del tempo e dalla famiglia de’ Medici.

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Più di 70 opere, tra le quali dei capolavori assoluti dai nomi eclatanti Donatello, Arnolfo di Cambio, Nanni il Banco, Michelangelo con la Pietà, che in un momento di sconforto tentò di distruggere.

Non vogliamo svelarvi le sorprese, ne troverete tante, come ad esempio la Maddalena penitente di Donatello, sofferente dal digiuno e dal dolore inserita in una teca climatizzata.

Il risultato è dare allo spettatore un’esposizione diversa e vera allo stesso tempo, raffigurando le opere nel contesto per le quali erano state concepite.

Una delle opere di rara emozione è il San Giovanni Evangeslista di Donatello, un’opera in marmo alta più di tre metri del 1296, resa viva da un restauro perfetto e reso possibile grazie ad un particolare evento del nostro mondo attuale, una donazione da parte di Sciarra e Carlutti, due sposi mecenati che non hanno voluto i soliti regali, ma contribuire al restauro di questa meraviglia, un plauso ed un inchino a questo progetto umanitario al di fuori della norma e meraviglioso.

Con questo nuovo progetto del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, Firenze si colloca in primo piano nel circuito turistico mondiale.

Sono stati progettati 2 percorsi differenti per un marketing turistico adeguato ai flussi che ogni anno Firenze accoglie: uno breve per gruppi o singoli con poco tempo a disposizione, situato a piano terra di 30 minuti, con tre sale con i capolavori di Arnolfo, Ghiberti, Donatello e Michelangelo, e quello completo con gli altri due piani da 1 o 2 ore, con le 27 sale, 4 filmati didattici e la possibilità di soffermarsi dall’alto a vedere la piazza con uno spettacolo mozzafiato.

Lodevole il progetto, funzionale non solo alle opere rappresentate, ma al contesto nelle quali erano state commissionate e al reale collocamento.

Un museo didattico culturale al tempo e alla storia che hanno rappresentato per la fede cristiana, la Chiesa ed il potere temporale.