Pisa, la Pompei marinara e le navi romane

Pisa, una delle quattro Repubbliche Marinare tra le più potenti del Mediterraneo, rinasce con il suo Museo e soprattutto con una scoperta che parte da lontano, precisamente dal 1998, quando alla stazione di San Rossore di Pisa, durante alcuni scavi per la realizzazione del nuovo Centro Direzionale delle Ferrovie dello Stato, ci troviamo di fronte ad un’importante scoperta archeologica.

Gli scavi portano alla luce alcuni resti di antiche navi romane. Come ben sapete l’attuale Pisa non era quella al tempo delle Repubbliche Marinare (Pisa, Amalfi, Genova e Venezia), la città era più a ridosso del mare e l’attuale fiume Arno era un grande approdo fluviale con la sua foce direttamente sulla città.

Pisa era uno snodo importante sul Mediterraneo, la Roma (caput Mundi) ne fece una colonia augustea, ed i Romani crearono una serie di canali per la navigazione, ed è proprio in uno di questi che è stata rinvenuta una delle navi meglio conservate. Immaginate navi intere con tutto l’equipaggio, vettovaglie e carico intatto, conservato grazie al fango e all’assenza di ossigeno.

Dalle prime stime, si pensa ad una 30ina di navi, che risalgono al periodo tra il III – II secolo avanti Cristo e l’VIII secolo dopo Cristo, un periodo molto ampio.

Evidentemente sono affondate durante alcune alluvioni che in quel periodo sono state documentate di un braccio del Serchio che non sfociava direttamente sull’Arno, ma in queste anse fluviali, non del tutto bonificate e messe a regime da poter confluire direttamente in mare aperto, c’erano molte anse navigabili che venivano sfruttate per la navigazione, ma pericolose in determinati eventi atmosferici.

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Un cantiere di navi romane all’aperto con resti di gran valore, uno spezzato della vita quotidiana di quel tempo e dei numerosi traffici marini che passavano da Pisa, dal cordame, attrezzature di bordo, cime, gomene ancore, e poi anfore, manufatti in legno, cuoio, ferro, bronzo, oro, ceramica, boccali, lucerne, coppe, piatti, monete, un vero e proprio tesoro tutto da far rivivere, catalogare e mostrare al mondo intero.

Lo scambio tra le città marinare era intenso, le ricerche hanno stabilito che alcuni equipaggi provenivano da Campania, sicuramente da Amalfi ed anche dalle zone adriatiche e dalla Gallia.

Un progetto che il governo attuale, dopo vari stanziamenti milionari succeduti in questi anni, vuole portare finalmente in porto. Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, ha stanziato un ultimo finanziamento per la realizzazione delle ultime opere di restauro e completamento dei locali che ospiteranno questo tesoro mondiale nei locali degli Arsenali Medicei. Saranno riportate alla luce 11 delle navi meglio conservate, un progetto che dovrebbe aprire i battenti durante il 2016.