I Cenci, i famosi dolci della tradizione carnevalesca

Non potevamo non parlare di queste delizie del palato, appositamente studiati per rinnovare la tradizione del Carnevale.

Originari della provincia senese, da dove prendono il nome per le loro fattezze, ma sono diventati ormai un dolce tipico di tutta la Toscana, sopratutto nel periodo del Carnevale.

Questi, oltre al nome di Cenci, vengono chiamati con molti appellattivi, spesso anche bizzarri, come ad esempio Chiacchere di Carnevale, Lattughe, Bugie, Frottole, Frappe e Crostoli.

Nonostante i tanti nomi, la sostanza è sempre la stessa, assaggiateli e non finirete più di mangiarli.

Cenci di Carnevale, ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr circa di farina 00
  • 2 uova intere
  • 80 gr di zucchero (la ricetta base non prevede molto zucchero, se li preferite più dolci aumentare leggermente la quantità)
  • 2 cucchiai di olio o 40 gr di burro lasciato ad ammorbidire
  • 1 bicchierino di liquore per dolci (vinsanto, rum, marsala, etc.)
  • scorza grattugiata di ½ arancia o di limone
  • succo di ½ arancia o di limone
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • olio per friggere
  • zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Sbattere le uova con lo zucchero, poi, continuando a mescolare, aggiungere la scorza di limone, l’olio, il liquore per dolci, il succo di arancia e il lievito.

Continuando a mescolare, aggiungere la farina poco alla volta. Le nonne dicevano che non c’è una quantità precisa di farina, perché ne aggiungevano, amalgamando sempre, quanta il composto riusciva a tirarne. Quando l’impasto diventa abbastanza consistente da potersi lavorare con le mani, metterlo su una spianatoia e continuare a lavorarlo utilizzando la farina rimasta finché l’impasto non diventa elastico.

Lasciarlo riposare avvolto in un canovaccio per circa mezz’ora.

Stendere l’impasto con il matterello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile.

Con una rotellina smerlata tagliare dei rettangoli di pasta e praticare una incisione al centro, parallela al lato più lungo. Parte delle strisce lasciare così, altre, prendere un’estremità del “cencio” e fare passare dentro all’incisione, ottenendo una forma arrotolata.

Si possono realizzare anche altre forme, come rombi, strisce annodate o ripiegate.

Friggere in abbondante olio ben caldo, rigirando più volte finché non diventano belli dorati.

Appoggiarli sulla carta assorbente per togliere l’olio in eccesso.

Servirli in un vassoio cosparsi di zucchero a velo, accompagnati da un bicchiere di vinsanto, meglio secco o passito.

In questo periodo li potete degustare al Ristotante da Pellegrino alla Nievole , la ricettà ci è stata gentilmente concessa e sarà un dessert non troppo invasivo e squisitamente piacevole .