La Farinata sul cavolo nero, l’esaltazione delle verdure

Un piatto tipicamente toscano, e diciamolo, pure della Valdinievole, e le zone che vanno da Lucca a Firenze.

La farinata sul cavolo nero normalmente si prepara quando siamo in Inverno inoltrato, ed il nostro cavolo nero ha preso del buon freddo e gelate mattutine che lo rendono più dolce e croccante.

Questa ricetta ci è stata donata da Roberto, un esperto conoscitore di funghi e anche un buongustaio, lui questo piatto lo prepara così, ma le varianti sono infinite e fanno parte della tradizione contadina.

Ingredienti per 8-10 persone:

La farinata sul cavolo nero si mantiene bene in frigo anche per 4-5 giorni, quindi la potete riproporre per più volte e sopratutto cucinarla in maniera differente.

  • 1,5 litro di acqua
  • 800 gr. di farina gialla
  • 200 gr. di fagiuoli
  • 4-5 cipolle piccole
  • 2-3 cime di cavolo nero
  • 4-5 carote
  • 2-3 patate

Si prende una pentola grande e si fà un pochino meno di mezza (cioè si riempe di acqua per meno della metà), intanto che l’acqua si riscalda per la bollitura si prende quelle due brancate di fagiuoli, che la sera prima sono stati a rinvenire nell’acqua stessa, appena l’acqua bolle ci si getta i fagiuoli, con il fuoco di bollitura che deve essere piuttosto lento.

Nel frattempo si prepara due belle cimette di cavolo nero di campo, quelle più tenere, si tritano finemente con il coltello o con la mezza luna, il più finimente possibile.

Quando i fagiuoli sono cotti alla maniera giusta, si levano e si mettono in una zuppiera di vetro a parte, l’acqua rimasta nella pentola la usiamo e ci si getta il cavolo nero.

Poi si prende 2/3 patate, un paio di carote ed anche queste si tritano come si è fatto con il cavolo nero, e poi si mette tutto dentro la pentola.

Quando tutto è ben cotto si prepara in una padella il famoso soffritto con due grosse cipolle, anche queste tritate finimente, e si fanno arrosolare o imbiondire senza bruciarle, in mancanza di cipolle si può adoperare 4 porri.

Quando il soffritto è pronto si getta il tutto dentro la pentola dove è stato cotto il cavolo nero, patate e carote, il sapore si sprigiona fortemente, fate bene attenzione al sale cercando di non metterne troppo, perchè il troppo salato rovinerebbe tutto.

Adoperare olio extra vergine di oliva per il soffritto, poi, quando è tutto pronto e ben cotto, metterci una brancata di fagiuoli che prima si erano messi da parte.

Ed ecco la parte più faticosa, a questo punto si ruma gettando poco per volta la farina gialla o quella istantanea, che si fà presto a farla e se non è istantanea ci vuole 40 minuti di tempo, e ruma ruma, dando la giusta consistenza, assisterete alle fumate vulcaniche.

Quando la farina gialla è cotta versate caldo nelle zuppiere e lasciate raffreddare.

Come la potete mangiare

La potete mangiare fredda, a vapore, ripassata in padella, sulla gratella, al forno a mo di fette di pane o al microonde, o in mille altri modi.

È un piatto perfetto da inserire nella dieta vegana.

Vini in abbinamento: Chianti dei Colli Pisani o un Montecarlo Rosso (Lucca).