L’olio novo, l’oro verde dei colli toscani

A breve sulle nostre tavole potremmo assaggiare l’olio novo, un extra vergine eccellente.

Un’annata quella del 2015 straordinaria, poca pioggia nel periodo estivo ed una calura eccezionale, con tre mesi intensi di sole splendido e stagione secca, un toccasana per le piante, che ha allontanato il proliferare della mosca, causa del 2014 di una delle stagioni più nefaste per l’olio extra vergine toscano.

La raccolta quest’anno è cominciata in anticipo, addirittura dal 15 Ottobre e continua frenetica tutt’ora, ed il bel tempo favorisce la raccolta che proseguirà per tutto il mese di Novembre.

Le prime stime parlano di una qualità e resa ottima, l’oliva ha subito un lieve stress dato dalla siccità in estate, ma ha sopportato bene provvedendo con le prime piogge di Ottobre a ristabilire una dimensione ottimale, non vi è traccia di mosca, quindi i trattamenti sono stati pochi se non nulli.

Sarà un olio extra vergine veramente bio e credo unico, una gioia per il nostro palato.

Le prossime degustazioni, che cominceranno nei vari ristoranti ed agriturismi dall’8 Novembre in poi, saranno un trionfo di profumi e sapori.

Abbiamo aspettato per troppo tempo di assaggiare nuovamente l’eccellenza di un prodotto naturale così prezioso da essere considerato giustamente l’oro verde per la sua unicità.

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Un sapore inconfondibile che si presta a crudo nelle migliori pietanze toscane, bruschette, zuppe ed insalate, questo è l’uso ottimale.

Quel pizzicorino, quei profumi freschi, la clorofilla che si fonde nelle papille gustative, un sapore che purtroppo non rimane a lungo nei mesi, ma che se saputo conservare al fresco e al buio, manterrà molte delle sue caratteristiche.

Una delle preoccupazioni che affligge la produzione dell’olio extra vergine di oliva toscano al momento è il passaggio generazionale in atto, che ancora non ha aspetti definitivi, il vecchio contadino è ormai storia del passato, siamo transitati da una raccolta fatta di tempi lunghi a tempi brevissimi.

Questo è stato un bene perché l’oliva stessa subisce uno stress macerativo subito dopo un giorno di permanenza, ma non è della raccolta che volevo parlarvi, ma della tenuta dei poderi, lasciati molto andare al degrado, usati solo al momento del bisogno, privi di cure, di concimazioni, delle giuste potature e del rinnovamento stesse delle cultivar.

Tutto questo porterà al proliferare di malattie dovute anche al cambio climatico in atto, occorrono nuove figure di contadini e nuova cultura della terra, non al solo scopo di sfruttamento, ma come senso del vivere con essa, un dare-avere reciproco che porterà sicuramente i suoi frutti in un futuro spero non troppo lontano.