Cosa cura l’acqua di Montecatini

Le cure termali con l’acqua delle diverse fonti delle terme di Montecatini, Terme Tettuccio, Terme Leopoldine, Terme Tamerici, Regina e Salute, queste le diverse fonti, ognuna con una sua caratteristica peculiare, indicate principalmente come acque purgative e depuranti, offrono attualmente un’ampio spettro d’azione, dalla lutoterapia alla balneoterapia, tutti i segreti e le applicazioni in questa dispensa del Dott. A.Galassi, affermato ed emerito medico delle terme di Montecatini e profondo conoscitore delle proprietà di quest’acqua miracolosa.

Normalmente per beneficiare completamente degli effetti delle acque termali di Montecatini, la cura idropinica andrebbe effettua nell’arco dell’anno almeno due volte ed ogni ciclo curativo con una durata di 12 giorni, periodo che corrisponde al corretto svolgimento, del metabolismo idrico-salino, delle reazioni specifiche alla cura idropinica. La vita odierna purtroppo non ci permette di seguire appieno queste indicazioni, ma sarebbe necessario almeno 1 ciclo di cura dell’acqua continuativo per i 12 giorni.

A cosa fa bene la cura idropinica, o, cura dell’acqua:

  • Alterazione della secrezione e della motilità del tubo digerente
  • Affezioni dell’apparato epato-biliare
  • Alterazioni del metabolismo

Dal punto di vista gastrico le acque ipotoniche (in particolare la Tettuccio) provocano:

  • Miglioramento della secrezione cloridro-peptica
  • Accelerato svuotamento dell’intestino (soprattutto in soggetti dispeptici)
  • Aumento attività motoria interdigestiva

Azioni terapeutiche a livello intestinale:

  • Aumento della stimolazione della muscolatura liscia
  • Aumento della stimolazione coleretico-colagoga (che ha una azione indiretta sull’intestino)
  • Liberazione di peptidi che facilitano la motilità
  • Si ottengono dei meccanismi osmotici (il Na nel tubo digerente richiama acqua)

Azioni terapeutiche svolte sul fegato e le vie biliari:

Le acque con maggiore quantità di solfato (Acqua Regina) determinano:

  • Aumento della stimolazione della contrazione colecistica
  • Rilasciamento dello sfintere di Oddi

Azioni del Tettuccio:

  • Coleretica – Antispastica – Blandamente colagoga

Tutto questo comporta a livello generale:

  • Un miglior deflusso della bile con riduzione della stasi
  • Una minore flogosi e formazione di calcoli
  • La detersione dell’intero albero biliare
  • Viene aumentata la secrezione biliare e quindi tutte le molecole eterologhe e tossiche (azione epato-protettiva)
  • Si stimola un aumento alla tolleranza agli idrati di carbonio grazie alla migliore funzionalità epatica

Gli effetti sul metabolismo riguardano soprattutto la riduzione sensibile del colesterolo e delle lipoproteine sieriche.

In particolare gli effetti combinati dell’Acqua Regina sulla velocità di transito intestinale e sulla escrezione di acidi biliari con le feci producono una significativa riduzione del colesterolo totale e del colesterolo-LDL.
Stesso effetto, ma con meccanismi diversi si svolge con l’assunzione di Acqua Tettuccio.

Le altre cure termali

In Italia la patologia legata alle reumopatie interessa circa un terzo della popolazione; in maggioranza da forme artrosiche: la diffusione e l’intensità di tale patologia – Artrosica – ne fa una malattia sociale, pertanto dispensata dal SSN.

I disturbi dell’apparato locomotore nelle varie forme osteoarticolari e muscolari comunemente assimilate nelle cosiddette malattie reumatiche, è ormai assodato che con la balneoterapia e la lutoterapia effettuata presso le terme di Montecatini si potranno conseguire risultati veramente importanti nell’evoluzione clinica della malattia. Con tali metodiche si potranno infatti perseguire:

1) Finalità di prevenzione attraverso una opportuna profilassi all’insorgenza della malattia, reumatica, prevenzione delle recidive, bonifica del terreno neuroormonale con rimozione delle cause e concause, grazie alla presa visione del curante e del dottore di base che agiranno prontamente per aderire alle cure onde evitare maggiori problemi in futuro.

2) Finalità curative che mirino ad attenuare l’evoluzione della patologia, diminuzione dell’affezione morfofunzionale, anche con ginnastica correttiva e bagni in piscina oltre all’applicazione del fango termale e nei casi possibili la restituzione in parte, o, completa della mobilità dell’arto.

Cure termali

La Lutoterapia

I fanghi di Montecatini sono costituiti principalmente da una componente solida essenzialmente inorganica (argilla paleo marina) e una componente liquida rappresentata da acqua termale salina.

Il fango si presenta con un pH alcalino ed un alto indice di assorbimento (più del 50% di acqua termale), con indice di raffreddamento estremamente basso, per cui solo dopo un’ora di esposizione a temperatura ambiente arriva a perdere il 10% della sua temperatura iniziale.

Il fango viene tenuto a macerazione nel cratere Grocco (cratere lavico di cui ne è ricco tutto il sottosuolo di Montecatini Terme) per circa un anno prima di essere utilizzato; in tale cratere, infatti, fuoriescono spontanee numerose sorgenti salso¬solfato-alcaline a forte concentrazio¬ne salina, ricche di idrogeno solforato, con una temperatura media di 34° centigradi. Tutte queste piccole sorgenti provvedono ad un continuo rimpasto del fango depositato, movimentandolo in continuazione e quindi dei loro componenti salini.
Una volta estratto, il fango viene depositato in apposite vasche alimentate dall’acqua del cratere Grocco e poi viene deposto in mastelli del peso di circa 60 kg e lasciato riposare a bagnomaria in acqua termale ad una temperatura di 47,5° centigradi per 12 ore prima che venga utilizzato.

Dobbiamo comunque ricordare l’importanza della consultazione del medico termale prima di iniziare un ciclo di lutoterapia, poiché – anche nel caso del fango di Montecatini – esistono controindicazioni peraltro comuni a tutti coloro che eseguono una cura con fango termale caldo.

Controindicazioni

I soggetti da escludere, almeno in linea generale, dalla pratica lutoterapica (applicazioni di fango) sono gli anziani, o, quei soggetti defedati (deperiti, languidi), con segni evidenti di compromissione cardiocircolatoria, i portatori di lesioni tubercolari in fase attiva, i grandi ipertesi anche se su semplice base sclerotica, i coronaro-pazienti ed i soggetti con pregresso infarto al miocardio, o portatori di alcune sindromi neurologiche (epilessia), o nefropatie iperazotemiche.

Con una certa attenzione e valutazione da stabilirsi caso per caso potranno essere invece sottoposti a fangoterapia i pazienti con lieve problematica ipertensiva o portatori di cardiopatie valvolari in equilibrio emodinamico.

Le indicazioni della lutoterapia sono tutte quelle legate ad affezioni artropatiche croniche in genere, agli esiti di traumi osteoarticolari, nonché in alcuni casi di flogosi addominali croniche e subcroniche, in particolar modo le colicistopatie e le colonpatie croniche.

Dall’analisi di studi condotti su pazienti affetti da spondiloartrosi a prevalenza lombo-sacrale, con risentimento ischialgico mono o bilaterale, effettuati presso le terme di Montecatini risulta che i soggetti che hanno conseguito i migliori risultati sono quelli compresi nella fascia di età media, compresa tra i 45 e 55 anni. Da tutto ciò appare chiara la necessità di attuare la terapia termale delle artrosi il più precocemente possibile, in maniera da influire beneficamente in senso profilattico sul futuro della forma morbosa.

Per quel che riguarda invece l’artrite reumatoide le indicazioni della fangoterapia sono indubbiamente più limitate. Ciò può essere facilmente compreso quando si pensi che avendo l’artrite reumatoide i chiari caratteri di una affezione infiammatoria, l’eventuale applicazione di fango ipertermalizzato in sede di articolazioni colpite dal processo morboso può comportarsi come un ulteriore agente aggressivo nei confronti dei tessuti ammalati. D’altronde in tale malattia – almeno in periodi di quiescenza (fase termale dell’artrite reumatoide) – un adeguato trattamento fangoterapico associato ad appropriata massoterapia con modica ginnastica passiva, può risultare utile nella prevenzione delle ricadute morbose e nella riduzione delle deformazioni articolari.
Per contro una delle indicazioni fondamentali della lutoterapia si ha in quei soggetti affetti da reumatismo cronico gottoso o più genericamente da artropatie su base iperuricemica.

È stato infatti evidenziato che se a seguito di trattamento lutoterapico, specie se associato a somministrazione idropinica di acque salso¬solfato-alcaline di Monetcatini, si ha un incremento pressoché costante dell’uricemia con conseguente spiccato aumento dell’eliminazione urinaria dell’acido urico stesso. Tale fenomeno sembra dovuto a mobilizzazione dell’acido urico dai tessuti al sangue.

Anche le malattie reumatiche non articolari comprese nel gruppo delle fibrositi traggono beneficio dall’applicazione di fango, infatti con tale metodo si possono risolvere spasmi muscolari e migliorare la situazione circolatoria locale. L’impiego del fango di Montecatini non si limita però soltanto alle classiche indicazioni della patologia articolare e pararticolare, ma trova indicazioni nel trattamento anadermico delle affezioni croniche addominali. Infatti tenendo conto che il trattamento temergico stimola la liberazione di varie sostanze istofile e vasoattive come istamina, bradichinine, prostagladine ed endorfine nella seconda parte del trattamento, l’applicazione di peloidi nella regione addominale aiuta a risolvere vecchi processi flogistici, migliorando le condizioni circolatorie e nutritizie degli organi profondi, rimuovendo contratture e spasmi e vincendo il dolore.

La regione che trae i maggiori vantaggi da queste applicazioni, specie se associate a cura idropinica per os, è la regione ipocondriaca destra, quando sono presenti discinesie o flogosi croniche delle vie biliari.
Con tale trattamento si favorisce infatti la coleresi e la colecistocinesi.
Tale metodica risulta controindicata nei soggetti sicuramente (previa accurata diagnosi ecografica e clinica) portatori di calcolosi della colecisti (microlitiasi) onde evitare possibili coliche addominali.

L’applicazione del fango viene effettuata per solito sulla superficie corporea in una strato variabile dai 5 ai 10 centimetri o, in caso di applicazioni molto ridotte, (mani, piedi) introducendo l’arto direttamente nel mastello. La temperatura di applicazione è di 47° centigradi per un massimo di 20 minuti. Dopodiché il paziente viene sottoposto ad un bagno a 38° centigradi in acqua ipertonica (Leopoldina) per 5 -10 minuti. A tutto ciò fa seguito una “reazione” della durata di 20 – 30 minuti che produce tra l’altro, un’abbondante diaforesi.

Un ciclo di cura dovrebbe comprendere, perlomeno, 12 applicazioni di fanghi intercalando uno o più giorni di riposo, a seconda delle indicazioni del terapeuta, onde evitare la classica “reazione termale”.

Terme di Moontecatini

Fisioterapia Dermatologica

Presso le terme di Montecatini funziona anche un reparto eudermico di fisioterapia dermatologica e lutoterapica estetica facciale in cui si praticano applicazioni di fango termale sul volto, che hanno dimostrato la loro efficace attività terapeutica sull’epidermide con azione decongestionante, stimolante ed eutrofica.

L’applicazione della maschera facciale di fango seguita dalla doccia filiforme con acqua Giulia induce la completa detersione degli strati cutanei, eliminando croste e squame e favorendo una buona rigenerazione cellulare. Da queste cure traggono effetti benefici molte dermatosi come l’eritema, l’acne, il lichene e la seborrea.

Balneoterapia

Fra le cure complementari che vengono effettuare per il trattamento reumoartropatico, presso le terme di Montecatini, riveste altresì particolare importanza la balneoterapia.

Per tale terapia sono usate fondamentalmente due tipi di acque: la Giulia, ipotonica, e la Leopoldina, ipertonica.
La prima viene adoperata per potenziare l’azione colagogo-coleretica delle acque medie e leggere (Regina e Tettuccio) che vengono assunte per os.

II potenziamento di tale azione avviene, in particolar modo, tramite la “doccia epatica” cioé un massaggio effettuato in regione ipocondriaca destra per mezzo di getti d’acqua a 41° centigradi per circa 3 minuti.

La seconda invece, viene impiegata nelle malattie dell’apparato locomotore, siano esse a carico delle articolazioni o delle strutture paraarticolari nonché nelle nevriti in genere ed in particolare nella sciatica.

L’acqua Leopoldina trova applicazione anche in quelle forme morbose a sfondo diatesico, quali l’iperuricemia, l’obesità ecc, nelle quali si ritiene utile affiancare alla cura idropinica un trattamento balneoterapico di stimolo organico.
Mediante una particolare metodica è poi possibile carbogassare queste due acque, sfruttando quindi l’effetto terapeutico che la balneoterapia carbonica esplica in alcune malattie cardiovascolari, quindi l’ipertensione arteriosa, le arteriopatie periferiche, la Sindrome di Raynaud, le macroangiopatie diabetiche, Morbo di Burger, ecc. ecc.

Nel bagno a mezzo corpo con temperatura dell’acqua indifferente (31° – 35°) si viene a determinare una spremitura dei vasi venosi e linfatici degli arti inferiori e dell’addome dovuta alla pressione idrostatica che favorisce il ritorno verso il cuore. Questa spremitura è controbilanciata in parte dall’azione a “ventosa” dovuta alle minutissime bollicine di anidride carbonica una volta che l’acqua carbogassata, viene a contatto del corpo umano che presenta una temperatura maggiore.
Questa azione, infatti, stimola i recettori cutanei e, mentre una parte dell’anidride carbonica è assorbita, si ha liberazione di sostanze tissutali vasoattive, con diffusa vasodilatazione periferica, attivazione dei capillari e aumento della validità dell’ampiezza delle pulsazioni arteriose.

Ricordiamo inoltre che a distanza le migliorate condizioni di circolo, associate agli effetti centrali e locali determinati dall’anidride carbonica assorbita, favoriscono la diuresi, l’uricosuria e la cloruria.

Mediante altre apparecchiature le acque Giulia e Leopoldina possono anche essere ozonizzate in modo da sfruttare le loro proprietà di base e l’innegabile efficacia dell’ozonoterapia per quel che riguarda l’insufficienza venosa.

Tra le cure balneoterapiche merita una particolare menzione il massaggio subacqueo nel bagno o Benz che per solito viene effettuato per mobilizzare i depositi adiposi (cellulite) che frequentemente si annidano a livello delle spalle, delle anche, dei glutei, specialmente nei soggetti di sesso femminile. Difatti con tale terapia si cerca di migliorare l’irrorazione sanguigna di tali zone allo scopo di interrompere il circolo vizioso che lega cellulite e rallentamento del circolo. Dai benefici effetti della balneoterapia traggono dunque i maggiori vantaggi i pazienti vasculopatici ed artroreumopatici.

Le acque di Montecatini, per le loro molteplici azioni, trovano una vasta gamma di applicazioni terapeutiche.
Vogliamo qui di seguito dare una visione schematica delle malattie che trovano la loro specifica indicazione a Montecatini.

Fegato e vie biliari:

  • Calcolosi (microlitiasi, litiasi multipla, litiasi colesterolica)
  • Colecistiti, coledociti
  • Epato-angiocoliti, epatiti croniche (fegato tropicale)
  • Distonie biliari
  • Itteri e loro esiti
  • Disepatismo

Apparato digerente:

  • Gastriti croniche, gastro-duodeniti non ulcerose, dispepsie iposteniche
  • Enterocoliti e coliti croniche
  • Colon irritabile (stipsi funzionale, diarrea)
  • Dispepsie e disturbi dell’assorbimento

Ricambio:

  • Artrosi
  • Manifestazioni morbose connesse ad alterato ricambio purinico
  • Diabete degli adulti:
    1) tipo florido
    2) tipo florido ipertonico (complessi di obesità, ipertensione e diabete)
  • Obesità:
    1) tipo ipertonico (androide)
    2) tipo flaccido o normale (matronismo)
  • Vasculopatie di tipo metabolico (arteriosclerosi ed eventuali associazioni)
  • Xantomatosi costituzionale (isolata o associata)
  • Distrofie e dismetabolismi di varia natura

Allergie, idiosincrasie, intossicazioni endogene ed esogene:

  • Disturbi generali episodici o periodici
  • Manifestazioni d’apparato:
    1) cute
    2) apparato respiratorio
    3) apparato digerente
    4) sistema nervoso

Apparato urinario:

  • Diatesi precipitante (uretica, ossalica, ecc.)
  • Cistite catarrale

Controindicazioni alla cura idropinica:

  • Nefropatie acute e croniche
  • Insufficienza cardio-renale con turbe circolatorie ipertensive e coronariche
  • Processi ulcerativi dell’apparato digerente