Raw Food, tutti pazzi per il cibo crudo

Si chiama Raw Food, ed è una delle ultime mode sbarcata dagli USA che mette al bando qualsiasi cottura.

Con Raw Food si intende il cibo crudo (come da traduzione letterale), che è ottimo per la salute e il benessere, poiché il cibo una volta cotto perde una notevole quantità di micronutrienti, enzimi e “forza vitale”.

Su questo ci sono pochi dubbi. Ma è davvero sempre meglio un alimento crudo rispetto ad uno cucinato? Come sempre il miglior comportamento stà a metà strada.

Spopola la moda del raw food

Le mode sono fatte apposta per riproporre temi passati e/o proporre nuove tendenze del momento, come ad esempio in questo caso una bella macedonia di frutta accompagnata da un bicchiere di latte non pastorizzato a colazione, e poi ancora frutta a metà mattina e pomeriggio.

A pranzo germogli o verdure, purchè rigorosamente crudi e conditi con olio pressato a freddo.

E a cena? Uova, carne e pesce accompagnato dalla nostra verdura preferita, tutto rigorosamente crudo, poiché alla base c’è la convinzione che i cibi allo stato naturale siano più salubri e vitali.

Raw Food

Le proprietà dei cibi restano intatte

È risaputo che le proprietà dei cibi (sapore, odore, aspetto) sono profondamente modificate dalla cottura e le molte vitamine e sali minerali si degradano alle alte temperature.

Quindi meglio crudo? Sulla frutta non ci sono dubbi e per molte verdure, come le insalate e tutta la verdura estiva e colorata, rinfresca, disseta, idrata i tessuti e aiuta a combattere i radicali liberi oltre alle numerose maschere di belezza ed estratti usati nei migliori centri benessere.

Attenzione però, per essere davvero salutari gli ortaggi vanno tagliati sempre all’ultimo momento e a fette non troppo sottili, così infatti si riduce al minimo la perdita di vitamine e minerali dovuti all’ossidazione da parte dell’aria.

Esistono comunque vegetali che consumati crudi possono addirittura essere dannosi.

I cereali ed alcune leguminose sono immangiabili ed indigesti, cucinandoli però il calore trasforma gli amidi in carboidrati più semplici e le proteine in frammenti più solubili, rendendoli adatti alla digestione, e su bietole, fagiolini e spinaci, la cottura riduce il contenuto di acido ossalico, un composto che si combina con diversi minerali come ferro, magnesio e calcio, impedendone l’assorbimento e favorendo la liberazione di carotenoidi e antiossidanti per essere meglio assorbiti dall’intestino.

Solo freschissimi e di certa provenienza

Che dire allora della carne, pesce uova e latte? Anzitutto devono essere freschi e di provenienza sicura.

Poi attenzione, soltanto con il calore della cottura (o della pastorizzazione nel caso del latte) si può eliminare o ridurre le contaminazioni batteriche.

Ma, come si chiederà qualcuno, anche nelle uova possono esserci dei batteri? Sì, spesso ci si dimentica che il loro guscio è poroso e, quindi i microorganismi possono entrare. Inoltre, l’uovo è preferibile cotto, poichè l’avidina (inattiva con il calore) non permette all’organismo di assimilare la vitamina H1, peraltro presente nel tuorlo.

I più rischiosi rimangono comunque i frutti di mare crudi, facilmente contaminati da batteri e virus tipo quello dell’Epatite A.

Attenzione anche agli irriducibili amanti delle ostriche, che possono a volte essere contaminati da alghe che generano tossine molto nocive, difficili da eliminare anche con la cottura.

Raw Food

E il pesce crudo, tanto di moda nei Sushi Bar e vari ristoranti? L’insidia maggiore è il temibile parassita Anisakis, che vive nell’intestino dei pesci e può anche trovarsi nelle loro carni, esso se ingerito può causare disturbi anche molto gravi.

Quindi si può dire che alla fin fine la legge italiana su questo argomento ci ha visto giusto (unica legge vigente in tutta Europa), infatti solamente con il congelamento questo parassita muore, e la legge ne prevede il congelamento per 24 ore a -20° gradi per tutto il pesce destinato ad essere mangiato crudo.

Non parliamo per il Tonno e Alici, che possono provocare la cosiddetta sindrome sgombroide, per cui in pratica, quando il pesce non viene subito eviscerato, i batteri proliferano innescando processi di degradazione producendo istamina, ed il risultato è davvero poco piacevole poiché esso causa nasuea, vomito, rossori, prurito e crampi addominali.

Non affidiamoci quindi a ristoratori o chef poco istruiti o malvezzi a tradizioni popolari, sul crudo non si scherza ed essere puntigliosi, attenti e informati ci farà stare sicuramente meglio.