Siena e le Torri di San Gimignano

Da non perdere il Museo della Tortura. Proseguire poi verso il borgo fortificato di Staggia Senese con il suo castello, che si erge su di un poggio. La cinta muraria di Monteriggioni meta del pellegrinaggio di innumerevoli turisti, con la sua incantevole piazza e il famoso pozzo, Colle Val D’Elsa la città del cristallo e suggestivo paese medioevale, Casole d’Elsa splendido paese medioevale incastonato nella campagna toscana, per arrivare a Siena e perdersi tra le sue viuzze dentro le storiche mura e le contrade, vivendo magari in luglio ed agosto le atmosfere del Palio.

Piazza del Campo

La storia di Siena è passata su piazza del Campo, o meglio ‘il Campo’, come lo chiamano i senesi. Qui i senesi organizzavano i loro spettacolari e terribili ‘giochi’, in seguito sostituiti dal Palio, qui festeggiavano e giocavano d’azzardo (e il Campo era l’unico luogo dove era consentito), e sempre qui si svolgeva il mercato. Il Campo ha visto passare personaggi memorabili della storia di Siena: Santa Caterina, la santa mistica profondamente legata all’immagine di Siena, ma anche artisti come Simone Martini o Jacopo della Quercia.

Piazza del Campo è un luogo unico al mondo. A partire dalla particolarissima conformazione del terreno, che fa della piazza una grande conchiglia concava. La pavimentazione è in mattoni rossi disposti a spina di pesce, divisa a raggiera da nove strisce di travertino (in ricordo del Governo dei Nove, che resse la città dal 1292 al 1355), su cui spicca il candido marmo della celebre Fonte Gaia, capolavoro del 1419 di Jacopo della Quercia, in seguito sostituita da una copia.

È il Palazzo Comunale, insolitamente costruito nella parte più bassa della piazza, con la Torre del Mangia che spicca nel cielo, sottile e altissima (raggiunge i 102 metri con il parafulmine).

Ai piedi del Palazzo la Cappella della Vergine, o Cappella di Piazza, costruita per voto dai senesi, dopo la fine della terribile peste del 1348. E di contorno, le eleganti facciate dei palazzi signorili, appartenenti alle famiglie più facoltose: Sansedoni, Piccolomini, Saracini. La piazza prende forma sul finire del Duecento, su uno spazio da tempo utilizzato per fiere e mercati e situato al crocevia di strade importanti.

Quando fu costruita (la pavimentazione risale alla prima metà del Trecento) riusciva a contenere l’intera popolazione di Siena, che qui si riuniva per assistere a spettacoli, tornei, corse di bufali e di tori. Piazza del Campo ha ospitato quasi tutti i più importanti eventi della storia cittadina, dai tempi della Repubblica fino al periodo mediceo, in cui Siena venne sottomessa alla Firenze di Cosimo I de’ Medici.

palio di siena

Piazza del Duomo

Sulla Piazza del Duomo, antistante l’antico ospedale di Santa Maria della Scala, si innalza la mole maestosa della Cattedrale dell’Assunta, splendido esempio di gotico italiano. La costruzione, iniziata nel 1230, sostituisce una precedente cattedrale del IX secolo, intitolata a Santa Maria.

Nel 1264 veniva realizzata la cupola, ma nel Trecento la chiesa fu completamente trasformata: nella navata centrale, che venne rialzata e illuminata da trifore, nella facciata, a cui aveva lavorato anche Giovanni Pisano, nel coro e, soprattutto, nell’ampliamento del transetto, nel tentativo ambizioso di trasformare la cattedrale nel più grandioso tempio della cristianità.

Di quest’ultimo folle ampliamento, iniziato nella prima metà del 1300 e interrotto dalla terribile peste del 1348 (oltre che dal crollo di alcune strutture), rimane traccia nelle strutture effettivamente edificate sul lato sinistro del Duomo attuale: la cosiddetta ‘facciatona’, le colonne delle tre navate e una parte del fianco sinistro, dove quella che è certamente la più splendida porta del gotico senese introduce alla scalinata che porta al sottostante Battistero di San Giovanni. Fallito il progetto per il Duomo Nuovo, i lavori interessarono da allora il vecchio edificio.

La facciata fu terminata in forme gotiche sul finire del Trecento, integrando la parte di Giovanni Pisano. Gli originali delle statue di marmo (alcune delle quali opera del Pisano) che arricchiscono la facciata con raffigurazioni di santi, profeti, sibille e animali allegorici sono raccolti al piano terra del Museo dell’Opera.

Il motivo dominante all’interno della Cattedrale, oltre all’ampiezza delle navate e del transetto (a imitazione del romanico Duomo di Pisa), è il colore: la bicromia del rivestimento, a fasce orizzontali (il motivo ricorrente della ‘Balzana’ senese) investe tutta la struttura, compresi i pilastri, unificando in un insieme omogeneo la ricchezza dell’impianto architettonico. Lo spazio sembra essere costruito interamente dal colore e dalla luce, più che dalla consistenza delle masse murarie.

Capolavoro immenso dell’arte non solo senese, a cui lavorarono i più grandi artisti senesi del Quattro e del Cinquecento, è lo spettacolare pavimento marmoreo policromo, che ricopre, come un enorme tappeto, tutto l’interno del Duomo. Diviso in 52 riquadri, vi troviamo in prevalenza rappresentazioni di scene bibliche, la più famosa delle quali è la Strage degli Innocenti, eseguita su disegno di Matteo di Giovanni, del 1482.

Nel transetto sinistro possiamo ammirare ancora un altro celebre capolavoro, il Pulpito di Nicola e Giovanni Pisano, l’opera certamente più importante custodita nel Duomo e considerata una pietra miliare nella storia dell’arte. I tre massimi scultori del tempo, i due Pisano e Arnolfo di Cambio, lavorarono insieme a quest’opera, caratterizzata da una strabiliante ricchezza decorativa (vi sono quasi 400 figure, tra quelle umane ed animali) e dall’eccezionale espressività e drammaticità dei volti.