Serravalle Pistoiese e le sue torri di avvistamento

Il colle di Serravalle Pistoiese lo potete vedere praticamente da tutti i paesi della Valdinievole, e lui a sua volta può “vedervi” e non solo, dalle sue torri infatti si riesce a scorgere con facilità Pistoia, Firenze, Lucca ed il mare.

Questo per dimostrarvi l’importanza strategica dell’epoca di questo territorio di mezzo tra Pistoia, Lucca e Firenze, l’antica storia delle guerre millenarie tra Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri, Principi e Papato.

Rimane uno dei borghi più antichi e fortificati della Valdinievole, uno dei posti più strategici in assoluto, da lassù si domina praticamente tutto ed è possibile avvistare qualsiasi movimento di truppa a diversi giorni di distanza.

Questo permetteva sin dagli anni 1000, fino al periodo della dominazione nazista tedesca degli anni ’40, di fare in tempi strettissimi le dovute contromosse per combattere il nemico e contrastarlo.

La torre Longobarda, detta del Barbarossa, ne è un esempio, come la Fortezza delle due Rocche “Nuova” e “Vecchia”, che fa da campanile ad una delle chiese tra le più famose della città, la chiesa di Santo Stefano di Ludovico, che ne è il patrono per le vicende che andremo a narrarvi più avanti.

La città di Serravalle Pistoiese confina con la Nievole e Pistoia, si raggiunge dalla strada provinciale per Pistoia, percorrendo la medesima strada, alla sua sommità si svolta a sinistra e si prosegue con curve tortuose fino a raggiungere il paese che si delinea più in lunghezza, troverete parcheggio vicino al polo sportivo e nei vicoli abbastanza stretti e verticali.

Rimane attualmente uno dei comuni più virtuosi che dedica molti sforzi per una città pulita, è stato infatti il primo ad attuare un programma di rifiuti differenziato eliminando i cassonnetti, passando ad un porta a porta capillare e puntuale.

La Proloco, molto attiva ed orgogliosa della sua storia, mette in atto i molti eventi che la città propone tutto l’anno.

Tra i più importanti, oltre alle manifestazioni culturali e sagre del paese, vi segnaliamo il Palio degli Arcieri, o meglio dei Mercenari, e la rievocazione storica dell’assedio della Rocca, nel mese di Agosto, l’evento più rappresentativo della guerra del 1302 tra Guelfi Bianchi e Neri, che si contendevano il polo strategico dell’Alta Toscana tra fiorentini e lucchesi, in pratica tutto il mese di Agosto, e festa grande con i fuochi d’artificio ammirati da tutta la Valdinievole con la celebrazione del Patrono di San Lodovico per Ferragosto.

La Storia del Castello di Serravalle Pistoiese

La Torre e la Rocca, con le varie chiese, sono il fulcro di tutta la storia di Serravalle Pistoiese.

Tutto accadde per i possedimenti e la sete di potere di Lucca e Firenze, alleate tra di loro per conquistare Pistoia.

Dopo averla razziata, pensarono bene di proseguire e di attaccare il castello di Serravalle, uno tra i più fortificati e dalla posizione strategica invidiabile per le future guerre e relativi possedimenti, punto rimasto sempre inviolato fino a quel momento, composto da mura fortificate e da una nutrita guarnigione, con il miglior esercito pistoiese e più di 500 arcieri provenienti anche da Bologna.

La battaglia si divise su tre fronti, i luccchesi, al comando del Marchese di Moroell dei Malaspina, posizionati sul Poggio dello Spedaletto, un colle vicino al paese, l’altro presso la Castellina, altro poggio con castello, più alto, dove si poteva intravedere i movimenti di truppa dentro Serravalle, mentre i fiorentini assediarono direttamente il castello di Serravalle con un campo fortificato impedendone il passaggio in entrata ed uscita.

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L’assedio durò diversi mesi, con bombardamenti di sassi tramite i trabucchi, le famose catapulte, e cominciarono a scarseggiare così le vettovaglie.

A questo punto i serravallini dovettero prendere una decisione, si riunirono in consiglio e mandarono in avamposto tramite un passaggio segreto posto sotto il castello un messo per chiedere rinforzo ai vicini pistoiesi.

I pistoiesi accorsero sui due fronti, avvistati gli aiuti, i serravallini si fecero forza ed uscirono dalle mura, ma nonostante l’aiuto fu un massacro.

Fu issata bandiera bianca e giurarono sottomissione a Lucca, la quale in accordo con i fiorentini decisero che rimanesse sotto la loro giurisdizione.

In quel periodo nacque la Rocca Nuova a rinforzo del castello e presediata dai lucchesi in tutto e per tutto a vigilanza del colle di Serravalle Pistoiese.

Le torri che la circondano furono costruite in pietra bianca calcarea proveniente dalla lucchesia e fu scavata una cisterna per l’acqua piovana, in caso di assedio, che arriva fin sotto la torre più alta.

Tra i vari signori che si succeddettero nelle lotte di potere, va menzionato per particolare sfoggio di aggressività, e sopratutto molto ben appoggiato politicamente dai lucchesi, il noto Castruccio Castracani, che dà il nome alla Rocca Nuova, detta di Castruccio, uno dei più famosi condottieri d’Italia del periodo.

La Chiesa di Santo Stefano di Lodovico

Questo Santo, patrono della città, ha una storia molto particolare, nata nelle varie vicende di guerra vissute da questa città e da tutti ricordato come il Miracolo di San Lodovico.

Tra quello del 1306, con l’apparizione di un uomo avvolto dalla nebbia sulla torre del Barbarossa, che sconvolse gli assediatori ormai allo stremo, che impauriti e presi dal terrore si ritirarono, a quella più veritiera della seconda guerra mondiale, quando i nazisti nella loro ritirata, cercavano sempre di distruggere tutto, avevano caricato un intero treno pieno di esplosivo da far detonare nella caverna sotto il paese, con l’intento di raderlo al suolo, per fortuna al momento dell’innesco qualcosa andò storto ed il treno miracolosamente non esplose, salvando per la seconda volta il paese dalla distruzione e rinnovando l’antica tradizione di Santo Stefano di Lodovico.

Una festa che ha più di 700 anni di tradizione, che è sempre stata tra le più devote ed amate dai suoi paesani, tramandata con amore di generazione in generazione e del gran cuore di tutti i suoi abitanti, i “serravallini”.